San Giovanni in Persiceto (BO), Italia

Cinquanta km di ex ferrovia

Scritto da Riccardo Tugnoli

Pedalonia

Dove pedalare

Dove si pedala in Italia senza auto

Una ciclabile asfaltata che passa in trincea fra due muri di mattoni coperti di muschio
Le ciclovie italiane vere sono quasi tutte ferrovie morte. È la ragione per cui sono piatte e senza auto.

Quasi tutte le ciclabili lunghe e piatte d'Italia sono ferrovie morte. Quando una linea secondaria chiude, la massicciata resta, ed è già larga, già drenata e già priva di pendenze serie, perché i treni non salgono. Riasfaltarla costa una frazione di quello che costerebbe costruire un percorso nuovo.

Sapere questo cambia il modo in cui si cerca un itinerario: non si cerca «una ciclabile vicino a me», si cerca dove passava una ferrovia.

Pista ciclabile e ciclovia non sono la stessa cosa

Una pista ciclabile è un'infrastruttura locale, di solito urbana, lunga qualche chilometro e quasi sempre protetta. Una ciclovia è un itinerario lungo che mette insieme pezzi diversi: tratti di pista dedicata, argini, strade a basso traffico e ogni tanto qualche chilometro di strada aperta.

La conseguenza pratica è la sola cosa che conta: una ciclovia non è protetta per tutta la sua lunghezza, e i tratti aperti al traffico sono quelli che decidono se puoi portarci un bambino.

Come pianifico un percorso

Non dai chilometri. Dal fondo e dai tratti aperti.

Cosa guardoPerché prima del resto
Tratti su strada apertaDecidono chi può venire con te, e sono l'unica voce che non si recupera con l'allenamento
FondoAsfalto, ghiaino compatto o sterrato. Da 32 mm di gomma in su quasi tutto diventa percorribile
Punto di partenza raggiungibile in trenoCambia un giro ad anello in un percorso lineare, che è quasi sempre più bello
Acqua e paesi lungo il tracciatoSu un ex tracciato ferroviario i paesi ci sono, perché la ferrovia li serviva
StagioneIn pianura l'estate è dura per assenza di ombra, non per la pendenza

Il dislivello, su una ex ferrovia, è la voce meno interessante di tutte. È il motivo per cui questi percorsi funzionano così bene con chi comincia.

Le tre che conosco

Ne ho percorse molte e tre le conosco davvero, cioè in stagioni diverse e non una volta sola. Quando l'itinerario dura più di un giorno, la parte che cambia è cosa porti: sta su cicloturismo. Quelle hanno una pagina ciascuna, con il profilo del percorso, il fondo tratto per tratto e i punti dove si trova acqua. Le altre le cito quando servono e senza fingere di averle fatte.

Portare la bici in treno

È la cosa che trasforma un giro ad anello in un percorso lineare, che quasi sempre è più bello: si parte da un capo e si torna in treno dall'altro. Su molti regionali si può, con un titolo dedicato e negli spazi contrassegnati. Sulle lunghe percorrenze le regole cambiano molto, e su alcuni convogli la bici va smontata o imbustata.

Se arrivi in treno senza bici, il noleggio bici sul posto è l'altra strada, e su alcune ciclovie è organizzato meglio di quanto ci si aspetti.

Le condizioni cambiano nel tempo e per operatore. Prima di comprare il biglietto, la pagina da aprire è quella ufficiale dell'operatore che prenderai, non un articolo: per la rete principale è le condizioni di Trenitalia per bici e mezzi elettrici sui regionali, e le regole valide oggi stanno lì e non qui.

Per lo stato dei percorsi e per le segnalazioni dal territorio, l'altra fonte che uso è Bicitalia, la rete ciclabile nazionale curata da FIAB, che segue le ciclovie italiane da molto prima che diventassero un argomento.

Domande frequenti

Una pista ciclabile è un'infrastruttura locale, spesso urbana, lunga qualche chilometro. Una ciclovia è un itinerario lungo, a volte regionale o nazionale, che mette insieme tratti diversi: pezzi di pista dedicata, strade a basso traffico e argini. Una ciclovia quindi non è tutta protetta, ed è la cosa più utile da sapere prima di partire con dei bambini.

Partendo dal fondo e non dai chilometri. La domanda utile è quanti tratti di strada aperta al traffico ci sono e dove stanno, perché sono quelli che decidono se il percorso è adatto a chi hai dietro. Il dislivello viene dopo, e su un ex tracciato ferroviario è quasi sempre trascurabile.

Su molti treni regionali sì, con un titolo di trasporto dedicato e in spazi contrassegnati, mentre sulle lunghe percorrenze le regole cambiano parecchio e su alcuni convogli la bici va smontata o imbustata. Le condizioni cambiano nel tempo e per operatore: la fonte da guardare è la pagina ufficiale dell'operatore che stai prendendo, prima di comprare il biglietto.

Dipende dal tratto, e sulla stessa ciclovia si passa spesso da asfalto a ghiaino compatto a sterrato. È il motivo per cui la sezione delle gomme conta più del tipo di bici: con gomme da 32 mm in su quasi tutti gli itinerari italiani sono percorribili anche con una bici da strada.