Quasi tutte le ciclabili lunghe e piatte d'Italia sono ferrovie morte. Quando una linea secondaria chiude, la massicciata resta, ed è già larga, già drenata e già priva di pendenze serie, perché i treni non salgono. Riasfaltarla costa una frazione di quello che costerebbe costruire un percorso nuovo.
Sapere questo cambia il modo in cui si cerca un itinerario: non si cerca «una ciclabile vicino a me», si cerca dove passava una ferrovia.
Pista ciclabile e ciclovia non sono la stessa cosa
Una pista ciclabile è un'infrastruttura locale, di solito urbana, lunga qualche chilometro e quasi sempre protetta. Una ciclovia è un itinerario lungo che mette insieme pezzi diversi: tratti di pista dedicata, argini, strade a basso traffico e ogni tanto qualche chilometro di strada aperta.
La conseguenza pratica è la sola cosa che conta: una ciclovia non è protetta per tutta la sua lunghezza, e i tratti aperti al traffico sono quelli che decidono se puoi portarci un bambino.
Come pianifico un percorso
Non dai chilometri. Dal fondo e dai tratti aperti.
| Cosa guardo | Perché prima del resto |
|---|---|
| Tratti su strada aperta | Decidono chi può venire con te, e sono l'unica voce che non si recupera con l'allenamento |
| Fondo | Asfalto, ghiaino compatto o sterrato. Da 32 mm di gomma in su quasi tutto diventa percorribile |
| Punto di partenza raggiungibile in treno | Cambia un giro ad anello in un percorso lineare, che è quasi sempre più bello |
| Acqua e paesi lungo il tracciato | Su un ex tracciato ferroviario i paesi ci sono, perché la ferrovia li serviva |
| Stagione | In pianura l'estate è dura per assenza di ombra, non per la pendenza |
Il dislivello, su una ex ferrovia, è la voce meno interessante di tutte. È il motivo per cui questi percorsi funzionano così bene con chi comincia.
Le tre che conosco
Ne ho percorse molte e tre le conosco davvero, cioè in stagioni diverse e non una volta sola. Quando l'itinerario dura più di un giorno, la parte che cambia è cosa porti: sta su cicloturismo. Quelle hanno una pagina ciascuna, con il profilo del percorso, il fondo tratto per tratto e i punti dove si trova acqua. Le altre le cito quando servono e senza fingere di averle fatte.
Portare la bici in treno
È la cosa che trasforma un giro ad anello in un percorso lineare, che quasi sempre è più bello: si parte da un capo e si torna in treno dall'altro. Su molti regionali si può, con un titolo dedicato e negli spazi contrassegnati. Sulle lunghe percorrenze le regole cambiano molto, e su alcuni convogli la bici va smontata o imbustata.
Se arrivi in treno senza bici, il noleggio bici sul posto è l'altra strada, e su alcune ciclovie è organizzato meglio di quanto ci si aspetti.
Le condizioni cambiano nel tempo e per operatore. Prima di comprare il biglietto, la pagina da aprire è quella ufficiale dell'operatore che prenderai, non un articolo: per la rete principale è le condizioni di Trenitalia per bici e mezzi elettrici sui regionali, e le regole valide oggi stanno lì e non qui.
Per lo stato dei percorsi e per le segnalazioni dal territorio, l'altra fonte che uso è Bicitalia, la rete ciclabile nazionale curata da FIAB, che segue le ciclovie italiane da molto prima che diventassero un argomento.
