San Giovanni in Persiceto (BO), Italia

Cinquanta km di ex ferrovia

Scritto da Riccardo Tugnoli

Pedalonia

Allenarsi

Da dove si comincia ad allenarsi

Una bici da corsa montata su un rullo economico in un garage, con un ventilatore puntato e un asciugamano sul manubrio
Da novembre a febbraio è questo. È la cosa meno romantica del ciclismo ed è l'unico motivo per cui a marzo non riparto da zero.

Si comincia uscendo con regolarità, e per un paio d'anni è quasi tutto. La costanza batte qualsiasi tabella, e una tabella seguita male batte comunque tre uscite improvvisate al mese. Il resto di questa pagina è cosa significano le parole che sentirai dire agli altri.

La costanza, prima di ogni numero

Tre uscite a settimana per due mesi cambiano più di una singola uscita lunghissima. È noioso da leggere e resta la cosa più vera che si possa scrivere sull'allenamento amatoriale.

Se il motivo per cui sei salito in bici non è andare più forte ma stare meglio, quello che si può e non si può dire su bici e salute è un discorso a parte, e lo tengo separato apposta.

Che cos'è l'FTP

È la potenza che riesci a tenere per circa un'ora, espressa in watt, e serve come riferimento per costruire tutte le altre intensità. Si può misurare con un misuratore di potenza, stimare con un test su un rullo interattivo, o approssimare a sensazione.

I tre metodi non danno lo stesso numero, e questa è la parte che raramente viene detta. Un FTP stimato da un'app non è un dato: è un ordine di grandezza utile per non allenarsi troppo forte tutti i giorni.

Serve un misuratore di potenza

Ogni autunno leggo di misuratori per tre settimane, mi calcolo l'FTP con un'applicazione del telefono, decido che è l'anno buono, e poi non lo compro. Sono sei anni. Quello che ho imparato da sei anni di non comprarlo è che la mia costanza non è mai stata limitata dallo strumento.

Serve quando vuoi lavorare a intensità precise e ripetibili, cioè quando segui un piano vero verso un obiettivo datato. Prima di quel momento è un bel giocattolo.

La cadenza

Quella spontanea va bene per quasi tutti. Se pedali molto lento, alzarla un po' rende le salite meno pesanti sulle gambe e più pesanti sul fiato, che di solito è uno scambio conveniente. Inseguire un numero letto da qualche parte è il modo più rapido per rendere sgradevole un'uscita.

La velocità media, e perché la guardo poco

È il numero che tutti si chiedono e che dice meno di tutti. Dipende dal vento, dal percorso, dai semafori e da quanto ti fermi, al punto che due uscite di fatica identica danno risultati diversi. Come confronto con altre persone non significa niente.

L'inverno, e perché conta più di quanto sembri

Da novembre a febbraio la bici sta su un rullo in garage. Non è la parte bella della stagione ed è quella che decide come si arriva a marzo. Chi si ferma del tutto per quattro mesi riparte ogni primavera dallo stesso punto, e se ne accorge alla prima uscita in gruppo.

Non è una scelta personale soltanto: la stagione amatoriale italiana, granfondo comprese, è costruita sul calendario della calendario strada della Federazione Ciclistica Italiana, che concentra le corse fra la primavera e l'inizio dell'autunno. L'inverno è il periodo in cui non si corre, ed è per questo che è il periodo in cui si lavora.

Che tipo di rullo

TipoCome funzionaCostoZwift e similiRumore
A rulli liberiLa bici ci sta sopra in equilibrioBassoNo, se non con sensori a parteMedio
Wheel-onLa ruota posteriore preme su un cilindroBassoSì, con sensori o versioni smartAlto
Diretto non interattivoSi toglie la ruota, la bici si aggancia al pernoMedioSì, con sensoriBasso
Diretto interattivoCome sopra, ma la resistenza la comanda il softwareAltoSì, nativoMolto basso

Il mio è un wheel-on economico ed è rumoroso. In un garage non importa a nessuno; in un appartamento la riga «rumore» è quella che decide l'acquisto, molto più del prezzo.

Il confronto completo, con le fasce di prezzo aggiornate, sta su rulli e allenamento indoor.

Domande frequenti

È la potenza che riesci a tenere per circa un'ora, e serve come riferimento per costruire le altre intensità. Si misura con un misuratore di potenza, si stima con un test su un rullo interattivo, e si approssima con le sensazioni. Le tre cose non danno lo stesso numero, e conta molto meno di quanto sembri finché non ti alleni con un piano preciso.

No. Serve se vuoi lavorare a intensità precise e ripetibili. Per i primi anni le sensazioni, il fiato e un cardiofrequenzimetro coprono quasi tutto quello che ti serve, e la costanza conta molto più dello strumento. Io un misuratore non ce l'ho, e sono sei anni che ci penso ogni autunno.

Non esiste, ed è la domanda che si fa più spesso e che serve meno. La media dipende dal vento, dal percorso, dal traffico e da quanto ti fermi, al punto che due uscite identiche di fatica danno numeri diversi. Come misura di progresso è quasi inutile, e come misura di confronto con altri lo è del tutto.

Quella che ti viene naturale, spostata leggermente verso l'alto se pedali molto lento. La cadenza spontanea funziona bene per la maggior parte delle persone, e forzarla verso un numero letto da qualche parte è un modo affidabile per rendere sgradevole un'uscita.