San Giovanni in Persiceto (BO), Italia

Cinquanta km di ex ferrovia

Scritto da Riccardo Tugnoli

Pedalonia

Definizioni

Che cos'è una bici gravel

Una ruota con gomma larga ferma esattamente sul confine fra asfalto e ghiaia
Una gravel è la bici che non deve fermarsi qui. È tutta la definizione.

Gravel vuol dire ghiaia. In Italia la parola inglese ha vinto su qualsiasi traduzione: nessuno dice bici da ghiaia, e in trecento chilometri di annunci non l'ho mai letto una volta.

Sotto il nome c'è una cosa semplice: una bici con il manubrio ricurvo da corsa e molto più spazio per le gomme.

La definizione utile

Una gravel è la bici che non si ferma dove finisce l'asfalto. Tutto il resto, compresi i cambi, i freni e la posizione in sella, viene dal mondo della strada, ed è il motivo per cui una gravel va bene su asfalto molto più di quanto la gente si aspetti.

Le tre cose che cambiano

Bici da corsaGravel
Gomme25–32 mm35–50 mm
GeometriaReattiva, più bassaPiù rilassata e stabile
Attacchi per borse e parafanghiPochi o nessunoQuasi sempre presenti

La terza riga è quella che quasi nessuno guarda in negozio e che decide se la bici potrà mai portare bagaglio. La geometria completa la pubblica ogni costruttore: la guida alle taglie di Bianchi è un esempio del formato in cui la trovi, e sono quei numeri a distinguere due bici della stessa taglia nominale.

Gravel o bici da corsa

Se il novanta per cento dei tuoi chilometri è su asfalto e ti piace andare veloce, la bici da corsa resta la scelta giusta e la gravel sarà sempre un po' più lenta.

Se non sai ancora dove pedalerai, la gravel perde poco sull'asfalto e apre tutto lo sterrato compatto. Per una prima bici è spesso la scelta che riduce il rischio di sbagliare.

Dove finisce il terreno da gravel

Su fondi compatti, anche sconnessi, una gravel va. Dove il terreno diventa tecnico, con gradini, radici e sassi mobili in discesa, serve un mezzo diverso: manubrio dritto e sospensioni. Sono due attrezzi per due terreni, non due livelli dello stesso attrezzo.

Questo sito copre il primo caso e non il secondo, e la ragione è personale prima che editoriale.

A chi serve davvero

A chi ha davanti a casa strade bianche, argini o carrarecce e finora le ha evitate. È stato il mio caso: giravo intorno alle strade bianche del Samoggia con una bici da strada, pagandone il conto in forature, finché non ho comprato la bici giusta di seconda mano.

Domande frequenti

Gravel vuol dire ghiaia, e in Italia la parola inglese ha sostituito qualsiasi traduzione: nessuno dice bici da ghiaia. Indica una bici con il manubrio ricurvo da corsa e lo spazio per gomme molto più larghe, fatta per le strade bianche e le carrarecce.

Il manubrio e il terreno. Una gravel ha il manubrio ricurvo e nasce per fondi compatti: strade bianche, argini, carrarecce. Una mountain bike ha il manubrio dritto e le sospensioni e nasce per terreni tecnici con gradini, radici e sassi mobili. Sono due mezzi diversi per due terreni diversi, non due livelli della stessa cosa.

No, e si somigliano abbastanza da confondere. Una bici da ciclocross nasce per gare di un'ora su circuiti fangosi: geometria più nervosa, pochi attacchi, rapporti da gara. Una gravel nasce per stare fuori tutto il giorno e per portare roba. Da fermo si distinguono a fatica, in sella per sei ore no.

Perché la categoria è arrivata già battezzata in inglese e nessuno ha provato a tradurla. In trecento chilometri di annunci di seconda mano non ho mai letto la parola ghiaia usata per indicare una bici, mentre gravel e gravel bike si usano indifferentemente, e con volumi di ricerca quasi identici.