Gravel vuol dire ghiaia. In Italia la parola inglese ha vinto su qualsiasi traduzione: nessuno dice bici da ghiaia, e in trecento chilometri di annunci non l'ho mai letto una volta.
Sotto il nome c'è una cosa semplice: una bici con il manubrio ricurvo da corsa e molto più spazio per le gomme.
La definizione utile
Una gravel è la bici che non si ferma dove finisce l'asfalto. Tutto il resto, compresi i cambi, i freni e la posizione in sella, viene dal mondo della strada, ed è il motivo per cui una gravel va bene su asfalto molto più di quanto la gente si aspetti.
Le tre cose che cambiano
| Bici da corsa | Gravel | |
|---|---|---|
| Gomme | 25–32 mm | 35–50 mm |
| Geometria | Reattiva, più bassa | Più rilassata e stabile |
| Attacchi per borse e parafanghi | Pochi o nessuno | Quasi sempre presenti |
La terza riga è quella che quasi nessuno guarda in negozio e che decide se la bici potrà mai portare bagaglio. La geometria completa la pubblica ogni costruttore: la guida alle taglie di Bianchi è un esempio del formato in cui la trovi, e sono quei numeri a distinguere due bici della stessa taglia nominale.
Gravel o bici da corsa
Se il novanta per cento dei tuoi chilometri è su asfalto e ti piace andare veloce, la bici da corsa resta la scelta giusta e la gravel sarà sempre un po' più lenta.
Se non sai ancora dove pedalerai, la gravel perde poco sull'asfalto e apre tutto lo sterrato compatto. Per una prima bici è spesso la scelta che riduce il rischio di sbagliare.
Dove finisce il terreno da gravel
Su fondi compatti, anche sconnessi, una gravel va. Dove il terreno diventa tecnico, con gradini, radici e sassi mobili in discesa, serve un mezzo diverso: manubrio dritto e sospensioni. Sono due attrezzi per due terreni, non due livelli dello stesso attrezzo.
Questo sito copre il primo caso e non il secondo, e la ragione è personale prima che editoriale.
A chi serve davvero
A chi ha davanti a casa strade bianche, argini o carrarecce e finora le ha evitate. È stato il mio caso: giravo intorno alle strade bianche del Samoggia con una bici da strada, pagandone il conto in forature, finché non ho comprato la bici giusta di seconda mano.
