San Giovanni in Persiceto (BO), Italia

Cinquanta km di ex ferrovia

Scritto da Riccardo Tugnoli

Pedalonia

Percorsi

La Ciclovia del Sole, da casa mia

Una ciclabile dritta su una vecchia massicciata ferroviaria, all'alba, con la nebbia sui campi
Piatta perché era una ferrovia, e senza auto per lo stesso motivo.

Passa in fondo alla mia strada, e questa pagina esiste per quello. La vecchia linea ferroviaria Bologna–Verona è stata smantellata e il sedime è diventato una ciclabile: piatta, asfaltata e senza una macchina sopra, perché i treni non salgono e le ferrovie dismesse non hanno incroci.

Ci pedalo tutte le settimane da anni, in tutte le stagioni, ed è la ragione per cui vivo dove vivo.

Il profilo, in breve

FondoAsfalto liscio sul tratto principale, misto dove esce dalla massicciata
PendenzaPraticamente nulla: era una ferrovia
TrafficoAssente sul sedime, presente nei tratti di collegamento
Bici adattaQualsiasi, sul tratto asfaltato
StagioneTutto l'anno. L'estate è dura per assenza di ombra, non per la fatica
Accesso in trenoBuono, la pianura bolognese ha molte stazioni

Com'è davvero

Piatta in un modo che sorprende chi arriva dalle ciclabili di montagna. Non c'è un metro di salita degno del nome, e questo la rende adatta a chi comincia, a chi porta bambini e a chi vuole fare distanza senza pensarci.

Il rovescio è che d'estate non c'è ombra. In pianura, a mezzogiorno di luglio, quaranta chilometri di asfalto aperto sono più duri di una salita all'ombra, e la gente lo scopre a metà. Io d'estate ci vado presto, prima delle otto, quando c'è ancora nebbia sui campi.

Dove finisce la parte facile

Il tratto ricavato dalla ferrovia è quello per cui la ciclovia è conosciuta. L'itinerario più lungo, però, prosegue collegando pezzi diversi, e alcuni di quei collegamenti sono su strade aperte al traffico.

È la distinzione che conta se porti qualcuno piccolo: la ciclovia non è protetta per tutta la sua lunghezza, e i tratti di collegamento sono quelli da guardare prima di partire. La rete nazionale e lo stato dei singoli itinerari sono censiti negli itinerari Bicitalia, che è la fonte da controllare prima di programmare una giornata intera, perché i lotti attrezzati si allungano di anno in anno.

Come la faccio io

Parto da casa, quindi baro. Chi arriva da fuori fa la cosa più sensata: treno all'andata, pedalata al ritorno, o viceversa. Le stazioni lungo la pianura sono abbastanza vicine fra loro da permettere di accorciare la giornata in qualsiasi momento, che con dei bambini è la differenza fra una bella gita e un pomeriggio difficile.

Acqua e soste

I paesi ci sono, ed è una conseguenza diretta del fatto che qui passava un treno: le ferrovie servivano gli abitati. Non serve portarsi tutto da casa, e nella stagione calda è meglio contare sulle fontane dei paesi che su due borracce.

Domande frequenti

Il tratto ricavato dalla vecchia ferrovia sì, ed è il motivo per cui ci si vedono famiglie tutte le domeniche: è piatto, asfaltato e chiuso al traffico. Dove l'itinerario esce dalla massicciata e prosegue su strade aperte cambia tutto, e quelle sono le parti da guardare prima di partire con qualcuno piccolo.

Sul tratto asfaltato va qualsiasi cosa, compresa una bici da città o una bici da corsa con gomme da 25 mm. Se prosegui oltre le parti attrezzate, dove il fondo diventa misto, gomme più larghe rendono la giornata più tranquilla.

Sì, ed è il modo migliore di farla, perché diventa un percorso lineare invece di un anello. Le stazioni lungo la pianura bolognese sono molte e i regionali accettano le bici con un titolo dedicato: le condizioni aggiornate stanno sul sito dell'operatore, non qui.

Il tratto continuo su ex ferrovia si misura in decine di chilometri, ed è la parte per cui la ciclovia è conosciuta. La lunghezza esatta dei tratti attrezzati cambia man mano che i lotti vengono completati, quindi conviene verificarla su una fonte aggiornata prima di programmare una giornata intera.