San Giovanni in Persiceto (BO), Italia

Cinquanta km di ex ferrovia

Scritto da Riccardo Tugnoli

Pedalonia
Riccardo Tugnoli, in giacca di tela, su una strada di campagna fiancheggiata da pioppi
La strada dietro di me è quella di casa. Il resto del sito, più o meno, parte da lì.

Chi sono

Riccardo Tugnoli

Ho 43 anni, vivo a San Giovanni in Persiceto, e la vecchia ferrovia Bologna–Verona è stata tolta e trasformata in una ciclabile che passa in fondo alla mia strada. Cinquanta chilometri di asfalto piatto senza una macchina sopra.

Quando voglio salire guido quarantacinque minuti verso sud e arrivo sull'Appennino. Quasi tutte le settimane non voglio salire.

San Giovanni in Persiceto (BO) · Emilia-Romagna · dal 2004 in sella

Tre bici, comprate tutte di seconda mano

In cantina c'è una Bianchi in alluminio comprata nuova nel 2006, quando avevo ventitré anni ed era la prima bici seria che mi sono permesso. Non la vendo e non la uso. Monta un gruppo Campagnolo che oggi dovrei far revisionare da qualcuno più bravo di me.

Poi c'è un telaio in carbonio comprato usato su un forum nel 2017 e montato da me nell'arco di un inverno, con un gruppo Shimano 105. Ci ho messo quattro mesi, ho ordinato due pezzi della misura sbagliata e ho portato la bici da un meccanico vero per sistemare quello che avevo combinato al movimento centrale. Va benissimo. Il lavoro l'ho fatto per circa il sessanta per cento.

La gravel è una Cube Nuroad comprata usata nel 2022 da un signore in Lombardia, a trecento chilometri da qui, dopo quattro mesi passati a guardare annunci. Sono andato a prenderla in macchina e sono tornato in giornata. L'ho presa perché le strade bianche intorno a Persiceto e su verso la valle del Samoggia sono belle e mi ero stancato di rovinarci i copertoni da strada.

Tre bici, tre acquisti di seconda mano, e una sola comprata nuova vent'anni fa. È il motivo per cui questo sito parla di usato su ogni pagina invece che in una sola.

Di mountain bike qui non si parla

Non ho mai avuto una mountain bike e non ne voglio una. Le discese su fondo sconnesso mi mettono paura, e ventidue anni in sella non hanno sistemato la cosa. Preferisco dirlo così piuttosto che far finta che sia una scelta editoriale: se cerchi sentieri, enduro o e-MTB, questo non è il sito giusto e non lo diventerà.

Cosa non troverai qui

Ci sono quattro cose che questo sito non fa, e le scrivo qui perché tornano su ogni pagina in cui potrebbero servire.

  • Non ti dico se sei in regola. Porto il casco tutte le volte che salgo in bici e non saprei dirti se la legge italiana me lo imponga. Quando una pagina parla di normativa, riporta cosa dice l'articolo e cita l'articolo. La domanda «io sono a posto?» è per la fonte, non per un sito.
  • Non do indicazioni mediche o dietetiche. Dove compare un numero su calorie o benefici, è attribuito a chi l'ha pubblicato.
  • Non scrivo procedure su freni, forcelle e cannotti di sterzo. Racconto cos'è un lavoro e quanto costa farlo fare. Monto le mie bici lentamente e qualcosa l'ho sbagliato.
  • Non valuto la tua bici. Ti dico cosa guardare su un usato e in che fascia si colloca una categoria. Quanto offrire a chi vende lo decidi tu.

Il resto dell'anno

Da novembre a febbraio la bici sta in garage

Sale su un rullo economico, con un ventilatore puntato in faccia. È la cosa meno romantica del ciclismo ed è l'unico motivo per cui a marzo non riparto da zero. Ogni autunno leggo di misuratori di potenza per tre settimane, mi calcolo l'FTP con un'applicazione del telefono, decido che è l'anno buono e poi non lo compro. Sono sei anni. Quando su questo sito leggi di potenza, è curiosità documentata, non competenza.

Faccio una granfondo all'anno. La Nove Colli, finita cinque volte, mai in un tempo che metterei per iscritto. Sono alto, pesante e vado piano in salita: mi staccano sulla seconda e recupero in discesa. È una questione di fisica, non una confessione.

Mia moglie ha comprato una bici elettrica nel 2021 e per un mese ho fatto lo spiritoso. Adesso la prendo in prestito per andare al mercato, perché arrivare da qualche parte senza essersi sudati la camicia è comodo. Lo scrivo perché quella spocchia lì è comune fra i ciclisti su strada in Italia, ed è il modo più veloce per non parlare con la maggior parte di chi oggi compra una bicicletta.

Da dove partire

Se sei qui per comprare, la pagina delle bici gravel è quella che conosco meglio, perché è letteralmente la mia. Se sei qui per pedalare, la Ciclovia del Sole passa da casa mia e la conosco a memoria.

Scrivimi a riccardo@pedalonia.it. La casella è pubblicata per obbligo di legge e non è presidiata.